Lewinson Art eligió al artista italiano Gino Scagnetti, para hacerle una entrevista y publicarla en su galería virtual, ya que en la página Amigos a los que les gusta Lewinson Art ha subido obra muy interesante y de gran calidad.

1. ¿Come sei diventato interessato all'arte?

Probabilmente perché nella cittadina del Friuli (Nord-est dell’Italia) dove fortunatamente ho vissuto un’adolescenza utile, interessante e ideale per una vera e libera esperienza con la pittura e la letteratura. (per anni ho frequentato lo studio del pittore Afro Basaldella mentre ho avuto come insegnante di letteratura il poeta Pier Paolo Pasolini). A quel tempo il mio sogno era non di diventare un’artista ma un esperto e critico d’arte. (la vita però ha scelto diversamente!)

2. ¿Che esperienze interessanti artistiche hai avuto nella tua vita?

Ci sono condizioni fortunate o esordi carichi di entusiasmo e di divertimento che spesso ci permettono di crescere o di “nascere” come persone: 1-Mentre studiavo Chimica industriale, ho trascorso qualche anno nell’ambiente artistico Veneziano, dove ho capito di poter “nascere” pittore! Nel 1965 ho trascorso una settimana a Parigi per la visita alla grande mostra su Picasso, e qui ho deciso di abbandonare la Chimica e il lavoro nell’industria di famiglia.

2- Nei tre anni di Parigi oltre a vivere e lavorare con i pittori (Recalcati, Corneille, Pablo Rossi,Rotella e altri) è stata importante e formativa la mia attiva partecipazione all’ambiente letterario e politico del tempo.

3- Alla fine del 1967 ho dovuto trasferirmi (per motivi politici!) a Londra dove ho studiato e lavorato per oltre sette anni realizzando alcune mostre personali.

4- Alla fine del1974 mi trasferisco a Milano, dove oltre l’insegnamento, ho potuto finalmente dedicare tutto il tempo necessario alla produzione della maggior parte delle mie opere.

3. ¿Cosa vuoi espressare nella tua opera di arte?

Dal testo del critico d’arte Renzo Margonari nel 1992:

“Ciò che si apprezza maggiormente, a prima vista, nel lavoro di Gino Scagnetti è la rinuncia prioritaria al tentativo di trasferire in pittura i valori specificatamente letterari dei suoi ispiratori. Si tratta invece di uno scambio sollecitato dal pittore a poeti che corrispondono a una scelta accurata, non ovvia, e che segnala una cultura per nulla comune e una capacità di lettura in termini di visualizzazione estetica. Questo è uno scambio che avviene tra poesia e poesia. In breve, l'intenzione di Scagnetti non è stata di visualizzare un'immagine evocativa dei testi presi in considerazione, bensì quella di riprodurre non le immagini suscitate ma le sensazioni soggettive ricavate dai ritmi, o dai suoni, o dai "climax" che i testi hanno suscitato. Dunque si tratta di una sorta di riscrittura. Riscrivere non è trascrivere ma rivivere sensibilmente, per segni e colori, le emozioni che non sono direttamente ricavate dal testo, ma sono in esso contenute, derivandone percezioni improvvise e lancinanti che s'incuneano nella più ampia trama di un meditato studio.”

4. ¿ Hai uno stilo particolare?

Non credo di appartenere a nessun “stile speciale “, credo che i pittori di tutte le epoche siano solo i figli delle culture precedenti e che le loro classificazioni debbano essere riferite agli anni in cui hanno vissuto. Mi considero un pittore degli anni 80 e probabilmente sotto la grande e vaga etichetta degli “Astratto-impressionisti”.

5. ¿ Avete avuto qualche esposizione che si considera il più importante o interessante, per qualche motivo?

1-Sono molto affezionato alla Mostra “Incontro con la Letteratura Mitteleuropea” del 1992 Essa è stata preparata con la collaborazione letteraria del mio caro amico e scrittore Claudio Magris. (https://youtu.be/i2Ahz_bsfFg ).

2-La mostra del 1991 organizzata dal Comune di Portovenere nel decimo anniversario della morte del poeta Eugenio Montale, con il patrocinio dell'Assessorato alla Cultura e dell'Amministrazione Provinciale di La Spezia. Perché le poesie di Montale le ho sempre molto amate. (https://youtu.be/Ym_GSw-Xeq0)

3-La mostra “Recherche” di Marcel Proust che mi ha coinvolto e impegnato per un paio di anni. ( https://youtu.be/52xxUkTSLJg)

4-Infine la mostra sui poeti Espressionisti Tedeschi che mi ha dato la possibilità di studiare e vivere a Berlino per sei anni con tante soddisfazioni. ( https://youtu.be/inVhiXmNZ3M )

6. ¿Quali sono i tuoi artisti preferiti e perche?

Nella storia dell’arte sicuramente Piero della Francesca, Giorgione e il Tiepolo (a loro ho dedicato molti anni di studio).

Fra i pittori moderni: il grandissimo Picasso e Modrian, Fra i contemporanei Afro Basaldella (mio primo maestro), Tncredi e Vedova (per le lunghe ore di vivaci discussioni passate a Venezia), Twombly, Tàpies, Santommaso,Pollock,Matta,Fontana e tanti altri…(perché mi affascinano e mi coinvolgono emotivamente).

7. ¿ Vuoi trasmettere un messaggio nella vostra opera d´arte?

Dal testo del critico d’arte Rudolph Rainer nel 1988

“Senza alcun dubbio l'arte astratta segna e caratterizza più di ogni altra possibile forma di espressione visiva, questo nostro secolo. L'artista cerca nuovi spazi che permetta la realizzazione di quanto, ha di più autentico da comunicare. Troviamo un esempio di questo nella pittura che Gino Scagnetti va da anni sviluppando con modalità segniche e timbriche particolari. Lo spazio circoscritto di una tela è per lui un luogo dove, per un tempo limitato, si realizza il suo modo di fare arte, segnando con forza o con delicatezza, con decisione o timidezza, il tempo dell'emozione. L'universo interiore di Scagnetti trova la sua possibilità di realizzarsi in un procedere naturale, dissolvendo o graffiando, tracciando o sovrapponendo, rendendo concreto con armonia un’idea e un’emozione. Nel piatto panorama europeo e perché no mondiale, un'arte di pura sensibilità sembra essere l'unica possibilità che possa spiazzare un mercato sempre più invadente, con i suoi asserviti strumenti d’informazione. Lontano quindi da clamori mercantili Gino Scagnetti propone una sua visione del mondo, priva di vane certezze ma appunto per questo meno illusoria e più umanamente possibile.

8. ¿Cosa significa l´arte nella tua vita?

Non so come rispondere a questa domanda. La mia vita è sempre stata organizzata prevalentemente allo studio e al lavoro nel settore artistico: dall’amore e passione per la letteratura alla produzione nella pittura.

9. ¿Che cosa vuoi fare per interessare al popolo nel'arte?

Una libera e gratuita diffusione delle arti nel mondo sarebbe il mettere a disposizione di tutti un’infinita quantità di emozioni ed esperienze, che sono le condizioni ideali, intime e preziose alla base della felicità!.

Il mondo invece è anche dominato dal “mercato” e dalle sue disastrose leggi. Tutte le opere artistiche dovrebbero essere di proprietà pubblica, con un uso libero e universale!…. Ma questa è solo l’utopia in cui ancora vorrei credere! Ora a 77 anni, sono ancora convinto che fare l’artista sia un grande e faticoso impegno ma che col tempo diventa irrinunciabile.